Preskoči na vsebino

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Gesù torna con entusiasmo nel suo paesino di origine con i suoi discepoli. Immagino che sia contento, di ritrovare sua madre e gli amici. È un momento di festa per tutti. Arrivano durante la settimana, anche perché non si poteva viaggiare di sabato. Sono due giorni di cammino e settecento metri di salita. Bisogna essere motivati per farlo.

“Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga”. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo”. Non accettano novità da uno di loro. Si ascolta più facilmente uno sconosciuto. Per giustificare il loro rifiuto, usano la tattica del disprezzo. Infatti non lo chiamano mai per nome. Già questo è brutto. Poi, dire che è carpentiere, è come dire che è un povero; e chiamarlo figlio di Maria anzi che di Giuseppe è offensivo. Succede anche oggi, quando diciamo: “Ma guarda chi parla, da che pulpito viene la predica”. Ma cosa avrà detto Gesù per suscitare questa reazione? Per esempio che Dio ama tutti. Che tutti siamo fratelli, compreso i pagani... Tutti discorsi destabilizzanti, opposti a quelli tradizionali. Succede anche oggi che c'è chi si attacca alla tradizione, perché rifiuta l'evoluzione della chiesa. “Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità”. Gesù si meraviglia, ma non si arrabbia. Addirittura riesce ad aiutare qualcuno, malgrado il contesto. Cerca di capire e riparte. Certamente è un'esperienza brutta sia per lui che per la sua nuova comunità, ma non è stata inutile. Lui ha seminato, e sappiamo che qualcuno poi a capito e l'ha seguito. Lo si legge negli atti degli Apostoli. Anche a noi il Signore ci chiede solo di testimoniare, raccontando esperienze che ci hanno aiutato. Per esempio raccontare che entrare in una chiesa vuota è un'esperienza bella, è già un annuncio. Gesù mi chiede solo d'essere testimone, di raccontare ciò che ho visto e capito dell'esistenza e dell'amore di Dio. Sa lui come e quando fare fruttificare queste testimonianze. Da: www.qumran2.net: padre Paul Devreux

Ostanimo pri zadržanju Jezusovih rojakov. Lahko bi rekli, da poznajo Jezusa, a ga ne prepoznajo. Je razlika med poznati in prepoznati. Ta razlika nam namreč da razumeti, da pri neki osebi utegnemo poznati različne stvari, si ustvariti neko zamisel, računati na to, kar drugi govorijo, jo morda vsake toliko srečati v svojem kraju, a vse to ni zadosti. Gre za neko poznanje tako rekoč navadno, površno, ki ne prepozna posebnosti tiste osebe. Tu smo vsi v nevarnosti: mislimo, da vemo veliko o neki osebi, a še hujše je, da jo etiketiramo in jo zapremo v lastne predsodke. Na isti način ravnajo Jezusovi rojaki, ki ga poznajo že trideset let in mislijo, da vedo vse! “Mar to ni tisti otrok, ki smo ga videli rasti, tesarjev in Marijin sin? Od kod mu vse te stvari?” Nezaupanje. V resnici se niso nikoli zavedali, čigav je v resnici Jezus. Ustavijo se pri zunanjosti in zavračajo Jezusovo novost. papež Frančišek

 

Molitev za novega škofa: O Bog, večni pastir, skrbno in neprestano vodiš svoje ljudstvo. V svoji neskončni dobroti daj svoji Cerkvi v Kopru takšnega pastirja, ki bo zaradi svetosti tebi ugajal, za nas pa goreče skrbel. Po Kristusu, našem Gospodu. Amen.